La Viola, un concentrato di profumo e virtù Next item La Calendula. Amica per la...

Anche quest’ anno andrai per le violette
lungo le prode, nel febbraio acerbo.
Quelle pallide, sai, che han tanto freddo,
ma spuntano lo stesso, appena sciolte
l’ultime nevi; e fra uno scroscio e un raggio
ti dicono: “Domani è primavera!”
(Violette di febbraio – Ada Negri)

La Viola mammola è uno dei primi fiori a sbocciare in primavera, annunciando l’arrivo della stagione calda. Il suo aspetto, delicato ma lussureggiante, e il suo profumo intenso l’hanno resa protagonista di miti e leggende fin dall’antichità.

UN PO’ DI STORIA
Nella mitologia greca si narra che Zeus, invaghitosi della ninfa Io, per sottrarsi dalle ire della consorte Era, tramutò la sua amante in giovenca, trasformandone le lacrime in un tappeto di violette, affinché se ne potesse cibare. La viola, in greco Ion, prenderebbe il nome proprio dalla sfortunata ninfa.
Fin dall’antichità la viola fu utilizzata per le sue proprietà benefiche; Greci e Romani pensavano che contrastasse gli effetti dell’alcool, mentre nel Medioevo era impiegata nelle pozioni d’amore e per combattere la malinconia.
Dal 12° sec venne utilizzata per le sue proprietà lassative, coleretiche (stimola la produzione di bile da parte del fegato) e per curare le infiammazioni polmonari, mentre nel 18° sec ne vennero valorizzate le proprietà espettoranti, ma venne apprezzata soprattutto per il profumo inebriante. La duchessa Maria Luigia, seconda moglie di Napoleone, ne introdusse in Italia una varietà particolarmente profumata, denominata “Violetta di Parma” tutt’ora utilizzata per la realizzazione di profumi.

BOTANICA
Dal punto di vista botanico, la Viola mammola (Viola odorata) è una piccola pianta appartenente alla famiglia delle Violacee, alla cui base partono stoloni striscianti che, a contatto con il terreno, emettono radici dando origine a nuove piantine. Le foglie sono cuoriformi di un bel verde brillante mentre i fiori, intensamente profumati e di colore viola scuro, hanno la corolla costituita da cinque petali, di cui quattro superiori rotondeggianti e uno inferiore più grande.
Originaria dell’Europa meridionale, la viola è oggi diffusa in tutta Europa, fiorisce da febbraio ad aprile ed è facile vederla nei prati, boschi e nelle zone umide, dove forma dei cuscini profumati.

PRINCIPI ATTIVI
La Viola è un vero e proprio concentrato di principi attivi che troviamo in fiori, foglie e rizoma, i principali sono: mucillagini, dalle proprietà delicatamente lassative e fluidificanti, rutina un flavonoide che fortifica i capillari rendendo la pianta utile contro emorroidi e vene varicose, saponine dalle proprietà espettoranti, antinfiammatorie e diuretiche, carotenoidi, antiossidanti, tannini, cicatrizzanti, derivati salicilici, che giustificano le proprietà delle violette contro mal di testa e raffreddore.
Per beneficiare delle numerose proprietà della viola se ne possono assumere i fiori sottoforma di tisana per tosse e irritazioni delle vie aeree, il rizoma essiccato, polverizzato e mescolato con un pò di miele ha un effetto delicatamente lassativo e può essere assunto anche da bambini o per più giorni di seguito perché non irrita le mucose, mentre le foglie, utilizzate per uso esterno, sono ottime come cicatrizzanti.

LA VIOLA IN CUCINA
La viola, non solo fa bene, ma è anche buona; i suoi fiori si prestano a numerose preparazioni culinarie sia crudi, in insalate e macedonie, che cotti, aggiunti a verdure, frittate e marmellate.

SCIROPPO DI VIOLA
Il metodo che preferisco, per trattenere i principi attivi ma anche il dolce profumo della viola, è realizzare uno 
sciroppo, con pochi e semplici ingredienti.

INGREDIENTI
100 g di fiori di viola;
1 litro di acqua
1,800 kg di zucchero

PROCEDIMENTO
Privare i fiori di viola di stelo e calice, lavarli delicatamente con acqua fredda e riporli in un recipiente di vetro. Portare a bollore l’acqua e versarla sopra ai fiori, chiudere il recipiente di vetro e far riposare per 24 ore.
Filtrare e strizzare bene le viole con una garza a trama fitta, aggiungere lo zucchero e far bollire per 20 minuti. Invasare lo sciroppo, ancora caldo, in bottiglie precedentemente sterilizzate. L’alta proporzione di zucchero conferisce stabilità allo sciroppo, che, se conservato in un luogo fresco ed asciutto, si mantiene a lungo.
Lo sciroppo così ottenuto che può essere utilizzato puro o diluito in acqua calda, in caso di tosse e catarro, ma anche come ingrediente per aromatizzare gelati, bevande e realizzare insoliti cocktail.

KIR ALLA VIOLETTA
Un originale e profumatissimo vino aromatizzato alla violetta, si può preparare versando direttamente nei flute 1/10 di sciroppo di viole e 9/10 di vino bianco, o di spumante, entrambi gli ingredienti devono essere molto freddi. Una vera bontà.

Simona Casalboni