calendula-fioriSe dovessi scegliere una pianta che più di altre associo all’estate, non potrei che indicare la Calendula, con la sua corolla giallo intenso o arancio che inevitabilmente ricorda un sole estivo.
In effetti si tratta di una pianta dalla segnatura primaria solare, che ci accompagna tutta l’estate fino ad autunno inoltrato, finanche talvolta in inverno, se particolarmente mite. E’ facile trovarla spontanea (in questo caso parliamo di Calendula arvensis, o Calendula dei campi, vd immagine) nei campi, nelle vigne, nei giardini… in posizione soleggiata.

calendula-arvensis-field-marigold3

UN PO’ DI STORIA
Il suo nome deriva dal latino Calendae, termine col quale si indicava il primo giorno del mese del calendario romano, il giorno della luna nuova. Le sue virtù salutari sono apprezzate a partire dal Medioevo, quando Carlo Magno la incluse tra le piante da coltivare presso i giardini officinali del suo vasto Regno, e lo saranno sempre di più, tanto che nel Seicento i farmacisti erano costretti a conservarne grossi quantitativi per far fronte all’ingente richiesta.
Era considerata una sorta di barometro naturale, poiché si era notato che il fiore si apriva all’alba solo in giornate particolarmente asciutte (quindi le probabilità di precipitazioni erano molto scarse).

PROPRIETA’
Si diceva che è piuttosto naturale individuare la segnatura in Sole, ma la Calendula ha anche un’altra insospettabile segnatura, legata al mondo del femminile, ossia Venere: secondo la mitologia Greca infatti, Venere, addolorata per la perdita dell’amato Adone, versò calde lacrime, da cui prese vita appunto questo splendido fiore. Non a caso quindi, la Calendula veniva abbondantemente utilizzata per via interna quale regolatore del ciclo mestruale femminile.
Nella nostra tradizione, è particolarmente usata in via esterna, per le sue note proprietà decongestionanti e lenitive, nonché cicatrizzanti: è il rimedio per eccellenza in caso di irritazioni, bruciature e screpolature della pelle, punture d’insetti e geloni, persino per il cambio pannolino.
I fiori possono essere utilizzati sia freschi sia secchi: in quest’ultimo caso, devono esser colti nel momento di massima fioritura, fatti asciugare all’ombra e poi riposti in sacchetti di tela o barattoli di vetro al riparo dalla luce.

OLEOLITO DI CALENDULA
Perché non preparare in casa con i propri bimbi un oleolito di calendula, da utilizzare poi in caso di pelle arrossata o screpolata? Raccogliere i fiori, riporli con cura e vederli trasformarsi, aiuterà noi ed i nostri piccoli a prendere contatto con la Natura e li educherà al rispetto, all’attesa e alla magia.
Procedete nel modo seguente.

Raccogliete i fiori in piena fioritura o leggermente appassiti.oleolito
Prendete un vasetto di vetro e spargete sul fondo una manciata (non di più) di sale grosso (servirà ad assorbire l’acqua rilasciata dalla materia vegetale). Sistemate poi i fiori ben bene dentro il vaso, avendo cura di posizionarli l’uno vicino all’altro, ben stretti, senza lasciare spazi liberi. Arrivate fino a ¾ del vasetto, poi coprite il tutto con olio di Jojoba (potete scegliere anche un altro olio, io scelgo il Jojoba poiché non irrancidisce e si assorbe rapidamente, o faccio un mix mandorle-jojoba): non riempite fino all’orlo, ma lasciate sempre un po’ di spazio vuoto, il cosiddetto Cielo.
Chiudete il vasetto e ponete in posizione soleggiata (o in mezz’ombra se producete l’oleolito in piena estate) per 40 giorni, avendo cura di agitarlo una volta al giorno.
Trascorsi i 40 giorni, filtrate il composto e lasciate risposare per altri due giorni (sempre a vasetto chiuso). Dopo il secondo giorno, probabilmente sul fondo si sarà depositata l’acqua: aspiratela con una pipetta, in modo da non contaminare l’olio. Filtrate una seconda volta.
Il vostro oleolito alla Calendula è pronto!

TINTURA DI CALENDULA
In un testo del 1961 ho trovato questa ricetta per la realizzazione della tintura di Calendula: aggiungete a 20 gr di fiori freschi di Calendula pestati, gr 65 di spirito e  gr 40 di acqua. Mettete in un vaso ben chiuso e agitate di tanto in tanto per otto giorni. Filtrate e spremete la materia vegetale.
In caso di ferite e piaghe, utilizzate impacchi con una soluzione preparata con 10gr di tintura in 100gr di acqua.